Meno corse a Genova. E 59,4 milioni in un limbo

Aggiornato il 25 ottobre 2026

Dal 14 settembre, a Genova e nei Comuni intorno, passano meno autobus. Lo aveva annunciato il Comune. Non è sfortuna: è scritto nel Piano di risanamento di AMT, l’azienda dei trasporti che il Comune possiede quasi per intero. E quel piano l’ho letto.

Dentro, il conto lo pagano in tanti. Chi aspetta alla fermata: dal 2024 al 2027, più di un chilometro su cinque in meno. Il Comune: 47,9 milioni in contanti. Gli enti che ordinano il servizio: 20,7 milioni in più all’anno, per sei anni. Una parte dei fornitori: metà dei crediti, per ora, da cancellare.

E una stima da 59,4 milioni resta in un limbo. Più di quanto AMT ha ricavato in tutto il 2025 da biglietti, abbonamenti e multe.

Quando l’avevo chiesto, a marzo, quel piano me l’hanno rinviato, sospeso e negato. Oggi si scarica dal sito del Comune.

Qui racconto chi paga il risanamento di AMT, a Genova, da dove viene la stima di 59,4 milioni, a chi spetta verificarla e che cosa ho chiesto io per saperlo.

Corse AMT tagliate a Genova e 59,4 milioni ancora da verificareIl video si carica da YouTube solo quando premi play.

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Le prossime settimane contano. Il 3 novembre c’è un’udienza in Tribunale su AMT. Intanto l’azienda e il Comune hanno annunciato il ricorso per far approvare dal giudice l’accordo con i creditori. A che punto siamo, lo racconto in fondo.

Chilometri in meno, autisti in meno

AMT è l’azienda del trasporto pubblico di Genova e dei Comuni intorno: autobus, metropolitana, ferrovia Genova-Casella. A fine giugno ci lavoravano 2.930 persone, dice la visura camerale, cioè la sua scheda nel registro delle imprese. Il Comune di Genova ne possiede il 94,94%. Cioè è nostra: i suoi conti sono conti pubblici, e quando vanno male li rimettiamo a posto noi. E vanno male.

Il 5 maggio il suo consiglio di amministrazione ha approvato il Piano di risanamento: il documento con cui l’azienda spiega come pensa di uscire dalla crisi. Dentro c’è la «razionalizzazione selettiva dei servizi». Tradotto: meno servizio.

Quanto meno? Il Piano lo scrive in chilometri, quelli che gli autobus percorrono in servizio. Sulle linee di città erano 24,6 milioni nel 2024: dal 2027 diventano 19,2 all’anno, il 22% in meno. Sulle linee extraurbane, cioè fuori da Genova, da 9,3 a 7,34 milioni: il 21% in meno. Più di un chilometro su cinque.

Pagina 90 del Piano di risanamento di AMT: evidenziate le righe «Produzione commerciale (mln vett*km)». Bus urbano: 24,6 milioni di chilometri nel 2024, 19,2 nel 2027. Bus extraurbano: 9,3 nel 2024, 7,34 nel 2027.
Piano di risanamento di AMT del 5 maggio 2026, p. 90 (documento 1, p. 102 del PDF).

Il 31 agosto, per l’orario invernale, il Comune aveva messo in conto «una contrazione media di circa il 10%» rispetto all’anno scorso. Non è tutto: nei conti del Piano il taglio continua anche nel 2027.

E i chilometri torneranno? AMT si impegna ad avviare un percorso per recuperarli, scrive il Piano, «man mano che le condizioni lo consentiranno». Ma nei conti del Piano la risalita «non è stata computata». Dipende da misure «ad oggi non completamente avviate».

Dentro quei chilometri ci sono anche i servizi più piccoli. Fra quelli da razionalizzare, il Piano elenca «navette, taxibus e servizi a chiamata».

Al Lagaccio, un quartiere di Genova, a luglio la navetta era sospesa. Per le associazioni e i comitati era un collegamento «vitale»: l’unico mezzo per raggiungere la parte alta del quartiere, dove si concentra la maggior parte dei servizi. Il Comune ha spiegato la sospensione con il Piano: costava circa 133 mila euro l’anno, e la usavano in media «soli» 50 o 60 passeggeri al giorno. Per un bilancio, cinquanta passeggeri sono pochi. Per chi saliva, era il modo di arrivare ai servizi.

Dal 1° al 7 luglio le associazioni dei consumatori «hanno deciso di autotassarsi» per pagare un servizio alternativo. Il 16 luglio il Comune parlava di una «temporanea sospensione». Il 28 luglio il Consiglio comunale, all’unanimità, l’ha chiamata «navetta sperimentale soppressa». Al 25 ottobre, sul sito di AMT, nessun avviso ne annuncia il ritorno.

Ordine del giorno del Consiglio comunale di Genova del 28 luglio 2026: evidenziati «hanno deciso di autotassarsi» e «navetta sperimentale soppressa per la zona del Lagaccio».
Ordine del giorno del Consiglio comunale di Genova, 28 luglio 2026, p. 2 (documento 2).

E poi chi ci lavora. Il Piano lo conta in posti a tempo pieno, che non sono le persone: circa 3.000 nel 2025, 2.618 nel 2031. Gli autisti calano con il servizio. Per gli altri, il turnover è bloccato in parte, cioè non tutti quelli che escono vengono sostituiti. E il Piano prevede un percorso di prepensionamento per 248 posti a tempo pieno entro il 2028.

Chilometri in meno, autisti in meno. In una città dove l’autobus, per tanti, non è una comodità: è il modo in cui si va a lavorare.

Una cifra che guarda indietro

Fin qui, il conto di oggi. Ma nello stesso Piano c’è una cifra che guarda indietro. Fra il 2020 e il 2024, secondo i suoi calcoli, il servizio è stato pagato 84,6 milioni meno di quanto costava. Di questi, il Piano ne attribuisce 59,4 agli enti pubblici che ordinano e pagano il servizio.

Pagina 11 del Piano di risanamento di AMT: tabella della sotto-compensazione 2020-2024, totale 84,6 milioni, di cui 59,4 a carico dell'ente affidante e 18,1 di AMT.
Piano di risanamento di AMT, p. 11 (documento 1, p. 23 del PDF).

59,4 milioni sono quasi 450 volte quello che costava in un anno la navetta del Lagaccio. Più di quattro secoli di navetta.

È una stima, e verificarla tocca a chi ordina il servizio. Meno corse adesso. Sul passato, una verifica che non risulta chiusa.

Chi paga l’autobus

Il biglietto paga solo una parte del viaggio. Nel 2025, secondo il Piano, biglietti, abbonamenti e multe hanno portato ad AMT 53,5 milioni; contratti di servizio e convenzioni, 113,2. Più del doppio.

Chi ordina il servizio ad AMT si chiama ente affidante. Con il contratto si impegna a garantirne l’equilibrio economico, cioè che i conti del servizio stiano in piedi. Per le linee urbane ed extraurbane è la Città Metropolitana di Genova, erede della Provincia; per la ferrovia Genova-Casella, la Regione Liguria.

Contratto di servizio extraurbano fra Città Metropolitana di Genova e AMT, articolo 4: evidenziato «deve essere garantito l'equilibrio economico/finanziario del contratto».
Contratto di servizio extraurbano fra Città Metropolitana di Genova e AMT, art. 4, comma 1, p. 7.

Sotto-compensazione: parola orribile, cosa semplice. Se l’ente paga meno di quanto serve per quell’equilibrio, la differenza si chiama così. Dei 59,4 milioni, secondo il Piano, quasi tutti, 53,8, riguardano le linee urbane ed extraurbane; 5,6 la Genova-Casella.

Fra le cause di questa differenza, il Piano elenca fattori «in parte esogeni», cioè in parte fuori dalla responsabilità dell’azienda: la pandemia, l’inflazione, i rinnovi dei contratti di lavoro, la gratuità per giovani e anziani introdotta nel 2024. Non è una critica alla gratuità. È il conto di una scelta.

Alla Città Metropolitana, gli anni della stima, dal 2020 al 2024, sono quelli di un’amministrazione. La verifica tocca a quella di oggi. Colori opposti, stessa cifra da verificare.

Una stima, non ancora un credito

Perché quei 59,4 milioni non sono nei conti di AMT? Il Piano risponde: «non è stata iscritta alcuna posta contabile, in attesa della conclusione dell’istruttoria da parte dell’Ente Affidante». Tradotto: nessuna voce nei conti, finché l’ente non chiude la sua verifica. Resta una stima, non un credito accertato. La cifra al centro di questa storia sta in un limbo.

Pagina 54 del Piano di risanamento di AMT: «non è stata iscritta alcuna posta contabile, in attesa della conclusione dell'istruttoria da parte dell'Ente Affidante», importo di circa 59,4 milioni.
Piano di risanamento di AMT, p. 54 (documento 1, p. 66 del PDF).

Ma non è uno zero. È il numero che l’azienda ha scritto nel suo Piano. E il 12 maggio il Consiglio comunale ha approvato una deliberazione che dà mandato alla Giunta, cioè alla sindaca e agli assessori, di sostenere il risanamento. Il Piano è allegato a quell’atto.

Che cosa dice chi governa oggi

Per il futuro, una cifra c’è: dal 2026 al 2031 il Piano prevede che gli enti pubblici versino 20,7 milioni all’anno in più, circa 124 in sei anni.

E per il passato? Il 21 settembre 2026 un decreto della Sindaca metropolitana, che per legge è la sindaca di Genova, scrive che rivedere i contratti serve anche a contribuire «al superamento dell’attuale situazione di sottocompensazione». Attuale. Sul recupero del 2020-2024, il decreto non dice niente.

Decreto della Sindaca metropolitana n. 95 del 21 settembre 2026: evidenziato «al superamento dell'attuale situazione di sottocompensazione».
Decreto della Sindaca metropolitana di Genova n. 95 del 21 settembre 2026, p. 1.

Il vicesindaco di Genova era stato più esplicito, in commissione consiliare, il 10 settembre. Le perdite da coprire, ha detto, «sostanzialmente derivano in gran parte» dalle sotto-compensazioni. Ma «che mi risulti non esiste un titolo giuridico […] che accerta un credito». E l’adeguamento dei contratti, «fino a 24 milioni» secondo la Città Metropolitana, vale «per il futuro, ma non per il passato tra il 2020 e il 2024».

Rileggiamo piano. Le perdite vengono in gran parte dalle sotto-compensazioni, ma quelle sotto-compensazioni non sono un credito accertato. Quindi le perdite si coprono con il capitale: il Piano prevede che il Comune ne metta 47,9 milioni in contanti, se il Tribunale approva l’accordo con i creditori. Nella stessa seduta il vicesindaco della Città Metropolitana l’ha detta così: ricapitalizzazione e sotto-compensazione, «una esclude l’altra».

Pagina 43 del Piano di risanamento di AMT: evidenziato l'aumento di capitale per cassa da parte del Comune di Genova, per 47,9 milioni, condizionato all'omologa degli accordi di ristrutturazione del debito.
Piano di risanamento di AMT, p. 43 (documento 1, p. 55 del PDF).

La differenza non è di forma. Se quei soldi sono un debito dell’ente verso AMT, qualcuno quel debito lo ha fatto, e si può chiedere perché. Se sono capitale, sono un investimento, e non resta un debito da spiegare.

Il passato si ricapitalizza. Il futuro si paga. E in mezzo, un bilancio 2024 approvato non c’è.

Per me una stima da 59,4 milioni non può restare una stima per sempre.

I debiti nei conti, i 59,4 milioni no

C’è un’altra cosa che nei conti di AMT pesa più di quanto sembri: il tempo.

Con il PNRR, il piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè i soldi europei per gli investimenti, funziona così. Di norma AMT deve pagare prima i fornitori. Il contributo le arriva dopo, a circa 150 giorni, scrive il Piano. Finché non paga, le fatture stanno nei conti fra i debiti: 43,1 milioni verso i fornitori del PNRR, che il Piano prevede di pagare al 100% con i fondi del PNRR. Per pagare senza aspettare, AMT usava una linea di credito da 70 milioni, che il Piano prevede di riattivare.

Per quella parte dei conti è come avere lo stipendio il 5 e le bollette il primo. Non sei povero. Ti serve qualcuno che ti tenga il ponte per quattro giorni. Se te lo tolgono, sembri in rovina.

E poi ci sono i 59,4 milioni della stima, che nei conti non compaiono affatto. Il buco nel patrimonio, secondo il Piano, era di circa 64 milioni a fine 2025. È calcolato senza quei 59,4.

I debiti corrono. Il resto aspetta.

Chi aspetta

Più della metà della stima, 30,1 milioni secondo il Piano, riguarda il contratto extraurbano, cioè le linee fuori da Genova. Dal Ponente di Arenzano e Cogoleto alle valli dell’Aveto e del Trebbia. Per questo il 26 settembre ho scritto ai sindaci degli altri 66 Comuni della Città Metropolitana.

Poi ci sono i fornitori. A quelli che il Piano chiama «non finanziati», cioè non coperti da fondi dedicati come quelli del PNRR, AMT deve 28 milioni di debiti arretrati. Il Piano prevede «allo stato», cioè per ora, di pagarne metà a gennaio 2027 e di stralciare l’altra metà. Tradotto: se il Piano resta così, quella metà non arriverà mai. I fornitori non pagati sono persone e imprese vere.

Le carte che ho chiesto

Il Piano l’avevo chiesto il 9 marzo ad AMT, al Comune e alla Regione Liguria con un accesso civico, la richiesta che chiunque può fare a un ente pubblico senza spiegare perché. La Regione me l’ha negato: era «non ancora definitivo», scriveva, e la procedura con i creditori era in corso.

Il 5 settembre ho depositato una petizione al Consiglio comunale, come permette lo Statuto, cioè le regole fondamentali del Comune. Chiede al Comune, socio di maggioranza di AMT, di adoperarsi perché l’ente affidante chiuda la verifica, di portare la questione in Consiglio comunale e di comunicare che cosa decide. Il Comune e la Città Metropolitana, per legge, li guida la stessa persona: la sindaca di Genova. In pratica, la petizione le chiede di sollecitare sé stessa. E al Comune costa qualcosa? Non chiede di spendere un euro. Chiede una risposta.

A che punto siamo

La crisi davanti al Tribunale

Nell’ottobre 2025 AMT ha avviato la composizione negoziata della crisi: un esperto indipendente ha aiutato l’azienda e i creditori a cercare un accordo. Le ultime misure protettive, chieste in vista di un accordo con i creditori, servono a impedire ai creditori di aggredire il patrimonio dell’azienda, per esempio con un pignoramento. Secondo la visura camerale del 16 settembre, cioè la scheda di AMT nel registro delle imprese, il Tribunale le aveva confermate fino al 21 ottobre 2026.

Nella visura del 20 ottobre c’è un provvedimento nuovo. Quel giorno il Tribunale ha concesso ad AMT misure cautelari, senza sentire le altre parti. Le aveva chieste l’azienda il 16 ottobre. E il Tribunale ha fissato un’udienza per il 3 novembre. Le misure cautelari sono provvedimenti provvisori del giudice, diversi dalle misure protettive. Che cosa coprano, lo dirà il decreto: non l’ho ancora letto. Nella stessa visura non risulta iscritta la domanda di omologazione, cioè la richiesta al Tribunale di approvare l’accordo con i creditori.

Il 23 ottobre AMT e il Comune hanno diffuso una nota, ripresa dall’agenzia di stampa ANSA. Scrivono di aver concluso le trattative con un numero di creditori che garantisce «la maggioranza di legge». Il ricorso per l’omologa, cioè quella richiesta, lo prevedevano «nei primi giorni della prossima settimana». Una visura più recente di quella del 20 ottobre non l’ho ancora letta.

La petizione al Comune

La petizione aspetta che la commissione del Comune decida se può essere presa in esame: nessun atto che ho ricevuto fissa una data. Intanto resta aperta.

Le date in fila

DataChe cosa
14 ottobre 2025AMT chiede la composizione negoziata della crisi
9 marzo 2026Chiedo il Piano ad AMT, al Comune e alla Regione
3, 9 e 10 aprile 2026AMT rinvia, il Comune sospende, la Regione nega
5 maggio 2026Il consiglio di amministrazione di AMT approva il Piano di risanamento
12 maggio 2026Il Consiglio comunale dà mandato alla Giunta di sostenere il risanamento e allega il Piano alla deliberazione n. 14
13 e 25 maggio 2026Mando due segnalazioni all’Autorità di regolazione dei trasporti
11 giugno 2026Risposta dell’Autorità di regolazione dei trasporti, prot. 40280/2026
23 giugno 2026AMT annuncia la sospensione di Navebus, Taxibus e navetta del Lagaccio dal 1° luglio
Dal 1° al 7 luglio 2026Le associazioni dei consumatori decidono di pagare un servizio alternativo alla navetta, secondo l’ordine del giorno del 28 luglio
16 luglio 2026Il Comune parla di «temporanea sospensione» della navetta
17 luglio 2026Il Tribunale conferma le misure protettive fino al 21 ottobre 2026
28 luglio 2026Il Consiglio comunale approva all’unanimità l’ordine del giorno sulla «navetta sperimentale soppressa»
31 agosto 2026Il Comune annuncia l’orario invernale
5 settembre 2026Deposito la petizione via PEC (protocollo 448939 del 7 settembre)
10 settembre 2026In commissione consiliare parlano il vicesindaco di Genova e il vicesindaco della Città Metropolitana
14 settembre 2026Entra in vigore l’orario invernale: meno servizio dell’anno scorso, secondo il Comune
21 settembre 2026Decreto della Sindaca metropolitana n. 95 sulla revisione dei contratti
26 settembre 2026Scrivo ai sindaci degli altri 66 Comuni della Città Metropolitana
12 ottobre 2026Il Comune scrive che il bilancio 2024 di AMT «non è ancora disponibile»
20 ottobre 2026Su una richiesta di AMT del 16 ottobre, il Tribunale concede misure cautelari e fissa un’udienza per il 3 novembre, secondo la visura
21 ottobre 2026Termine delle misure protettive confermate il 17 luglio
23 ottobre 2026AMT e il Comune annunciano di aver concluso le trattative con i creditori, secondo l’ANSA

I documenti

Si scaricano senza registrazione: sono atti e comunicati pubblici, sui siti degli enti, e sono la prova di quello che scrivo.

  1. Deliberazione del Consiglio comunale di Genova n. 14/2026, con il Piano di risanamento di AMT. PDF di 115 pagine: la deliberazione del 12 maggio 2026 e, da p. 13, il Piano del 5 maggio 2026.
  2. Ordine del giorno del Consiglio comunale del 28 luglio 2026. Navebus, Taxibus e navetta del Lagaccio: approvato all’unanimità.
  3. Avviso di AMT del 23 giugno 2026. La sospensione di Navebus, Taxibus e navetta del Lagaccio dal 1° luglio.
  4. Comunicato del Comune di Genova del 16 luglio 2026. La «temporanea sospensione» della navetta e le sue ragioni.
  5. Comunicato del Comune di Genova del 31 agosto 2026. L’orario invernale dal 14 settembre.
  6. Audio della commissione consiliare del 10 settembre 2026, seconda parte. File audio di 68 MB pubblicato dal Comune: le frasi dei due vicesindaci sono intorno a 1:24:20 e a 2:21:15.

Che cosa non sto dicendo

Non sto dicendo che qualcuno abbia commesso un reato.

Non sto dicendo che i 59,4 milioni siano dovuti. Sono una stima del Piano di AMT, che nessun atto che ho potuto leggere ha ancora accertato né respinto. Se la verifica dicesse che non è dovuto niente, sarebbe comunque una risposta.

Non sto dicendo che senza quella stima AMT non sarebbe in crisi: il Piano registra anche 47 milioni di debiti pregressi, cioè già accumulati, verso le banche.

Non sto dicendo che l’Autorità di regolazione dei trasporti, che scrive le regole nazionali sui contratti del trasporto pubblico, abbia accertato una violazione. Le ho mandato due segnalazioni: sul contratto urbano ha risposto di no. Ha scritto però che la mancata adozione degli strumenti di verifica introdotti nel 2019 «parrebbe quindi aver contribuito» al «progressivo squilibrio» del contratto.

Non sto dicendo che il Comune mi neghi il bilancio 2024 di AMT, che non ho ancora potuto leggere. Il 12 ottobre mi ha scritto che «non è ancora disponibile», che sarà pubblicato «non appena approvato» e che me lo manderà. Dico solo chi lo approva: l’assemblea dei soci, come ricorda il Comune stesso nella deliberazione di maggio. E lì il Comune ha il 94,94%. Il progetto, il consiglio di amministrazione l’ha approvato il 30 gennaio.

Deliberazione del Consiglio comunale di Genova n. 14/2026, pagina 4, in due ritagli: evidenziato «non risulta ancora intervenuta l'approvazione del bilancio 2024 da parte dell'assemblea dei Soci».
Deliberazione del Consiglio comunale di Genova n. 14 del 12 maggio 2026, p. 4 (documento 1).

Non sto dicendo che il 3 novembre il giudice decida sull’accordo con i creditori. Quel giorno c’è l’udienza fissata il 20 ottobre, e il decreto non l’ho ancora letto.

Magari è tutto in regola. Magari. Ma «magari» non è una garanzia: è un’ipotesi.

Fonti

Risposte che ho ricevuto. Per il Piano: AMT, provvedimento prot. 0003264/26 del 3 aprile 2026; Comune di Genova, prot. 0175324/U del 9 aprile 2026; Regione Liguria, prot. 2026-0176216 del 10 aprile 2026. Autorità di regolazione dei trasporti, nota prot. 0040280/2026 dell’11 giugno 2026. Comune di Genova, Direzione Mobilità Urbana, prot. 13/10/2026.0533441.U, firmato il 12 ottobre 2026, con la frase sul bilancio 2024 di AMT.

Atti pubblici. Deliberazione del Consiglio comunale di Genova n. 14 del 12 maggio 2026, con allegato il Piano industriale di risanamento di AMT S.p.A. del 5 maggio 2026, pp. 9, 11, 13, 15, 19, 22, 35, 39, 41, 43, 44, 53, 54, 67, 69 e 90. Ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Genova il 28 luglio 2026. Contratto di servizio extraurbano fra Città Metropolitana di Genova e AMT, art. 4. Decreto della Sindaca metropolitana di Genova n. 95 del 21 settembre 2026. Visura ordinaria di AMT S.p.A., Registro delle imprese di Genova, 16 settembre 2026, e visura storica, 20 ottobre 2026. Statuto del Comune di Genova, art. 21.

Comunicati e registrazioni. AMT, avviso del 23 giugno 2026 sulla sospensione di Navebus, Taxibus e navetta del Lagaccio. Comune di Genova, comunicati stampa del 30 gennaio, del 16 luglio e del 31 agosto 2026. Registrazione audio della seduta delle commissioni consiliari III, V e VI del 10 settembre 2026, seconda parte, pubblicata dal Comune. AMT e Comune di Genova, nota del 23 ottobre 2026 sulla conclusione delle trattative con i creditori, riportata da ANSA Liguria e ripubblicata da LevanteNews.

Atti che ho presentato io. Istanze di accesso civico ad AMT, al Comune di Genova e alla Regione Liguria del 9 marzo 2026. Segnalazioni all’Autorità di regolazione dei trasporti, protocollate il 13 e il 25 maggio 2026. Istanza di accesso civico al Comune di Genova del 13 agosto 2026 (PG 416411/2026). Petizione ex art. 21 dello Statuto, depositata via PEC il 5 settembre 2026. Lettera ai sindaci della Città Metropolitana, via PEC, 26 settembre 2026.

Norme. Legge 56/2014, art. 1, commi 8, 16 e 19 (Città Metropolitana e sindaco metropolitano). Decreto legislativo 33/2013, art. 5 (accesso civico). Decreto legislativo 14/2019, articoli 8, 12, 18, 48, 54, 55, 57 e 61 (composizione negoziata, misure protettive e cautelari, accordi di ristrutturazione, loro omologazione ed estensione ai creditori che non li hanno firmati). Decreto legislativo 267/2000, articoli 47 e 48 (la Giunta comunale). Decreto legislativo 175/2016, art. 14 (piano di risanamento). Regolamento (CE) 1370/2007, art. 2 (contratto di servizio e compensazione). Codice civile, art. 2364 (approvazione del bilancio).

Che cosa puoi fare tu

  1. Firmare la petizione. Scarica il foglio da inchiestacivica.it/petizione-amt/, stampalo intero, firmalo a penna e mandamelo scansionato a info@inchiestacivica.it.
  2. Guardare i video. Su YouTube, nella playlist «AMT Genova: i conti, documenti alla mano», e sul canale @inchiestacivica.
  3. Leggere i documenti. Li trovi qui sopra, in «I documenti»: sono pubblici e si aprono senza registrazione.

Passaparola, è nostro diritto.

Alice Salvatore, Inchiesta civica

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Legenda: sigle e parole tecniche

Accesso civico. Il diritto di chiunque di chiedere a un ente pubblico dati e documenti che non sono già pubblicati, con i limiti che la legge fissa per proteggere altri interessi. Non serve spiegare perché: la richiesta «non richiede motivazione». Il 9 marzo 2026 l’ho usato per chiedere il Piano di risanamento ad AMT, al Comune di Genova e alla Regione Liguria.

AMT. Sigla di Azienda Mobilità e Trasporti S.p.A., la società che gestisce il trasporto pubblico a Genova e nel resto della Città Metropolitana: autobus, metropolitana, ferrovia Genova-Casella. È una società pubblica: il Comune di Genova ne possiede il 94,94%, insieme ad altri soci pubblici.

ANSA. Sigla di Agenzia Nazionale Stampa Associata, un’agenzia di stampa italiana: raccoglie notizie e le distribuisce ai giornali e ai siti, che le riprendono. La nota di AMT e del Comune del 23 ottobre 2026 l’ha riportata ANSA Liguria.

Assemblea dei soci. La riunione dei soci di una società per azioni. Nelle società senza consiglio di sorveglianza, come AMT, l’assemblea ordinaria approva il bilancio. Nell’assemblea di AMT il Comune di Genova ha il 94,94% del capitale.

Aumento di capitale. L’operazione con cui una società aumenta il suo capitale, per esempio con nuovi versamenti in denaro dei soci in cambio di nuove azioni. Nelle società per azioni lo decide di regola l’assemblea straordinaria, perché cambia lo statuto. Quando una società ha perso il capitale e i soci ce lo rimettono, si parla di ricapitalizzazione. Per AMT il Piano prevede un aumento di capitale condizionato all’omologa degli accordi con i creditori, fra cui 47,9 milioni in contanti dal Comune di Genova.

Autorità di regolazione dei trasporti (ART). L’autorità istituita nel 2011 per regolare il settore dei trasporti, che opera «in piena autonomia e con indipendenza di giudizio». Fra l’altro scrive le regole nazionali su come si costruiscono e si pagano i contratti del trasporto pubblico locale. A maggio 2026 le ho mandato due segnalazioni, e l’11 giugno ha risposto: al contratto urbano di AMT si applica ancora la disciplina del 2015 (delibera n. 49/2015), non quella del 2019 (delibera n. 154/2019).

Bilancio d’esercizio. Il documento con cui ogni anno una società rappresenta la sua situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato dell’anno. Lo redigono gli amministratori, lo approva l’assemblea dei soci; entro trenta giorni dall’approvazione va depositato nel registro delle imprese. Per AMT, secondo la visura del 20 ottobre 2026, l’ultimo bilancio depositato è quello del 2023.

Città Metropolitana. L’ente che dal 1° gennaio 2015 ha preso il posto della Provincia, con le sue funzioni e i suoi rapporti, attivi e passivi. La rappresenta il sindaco metropolitano, che per legge è il sindaco del Comune capoluogo. La Città Metropolitana di Genova è l’ente affidante dei contratti urbano ed extraurbano di AMT.

Composizione negoziata della crisi. Un percorso del Codice della crisi d’impresa. Un’impresa in squilibrio economico o finanziario, o già in crisi, quando il risanamento appare ragionevolmente possibile, chiede alla Camera di commercio la nomina di un esperto. L’esperto non deve essere legato all’impresa né alle altre parti, e agevola le trattative con i creditori per trovare una soluzione. Insieme alla richiesta, l’impresa può chiedere le misure protettive. AMT l’ha chiesta il 14 ottobre 2025; l’esperto ha accettato la nomina il 22 ottobre 2025.

Consiglio di amministrazione. L’organo che gestisce una società per azioni: la gestione dell’impresa spetta esclusivamente agli amministratori, che, quando sono più d’uno, formano un consiglio. Il consiglio di amministrazione di AMT ha approvato il Piano di risanamento il 5 maggio 2026.

Contratto di servizio. Il contratto con cui un ente pubblico affida a un’azienda un servizio di trasporto pubblico, con i suoi obblighi. Per quegli obblighi l’ente paga un corrispettivo, che il diritto europeo chiama «compensazione di servizio pubblico». AMT ha contratti di servizio per il servizio urbano, per quello extraurbano, per gli impianti speciali e per la ferrovia Genova-Casella.

Deliberazione del Consiglio comunale. L’atto con cui decide il Consiglio comunale, l’organo di indirizzo e di controllo del Comune. Fra le sue competenze c’è la partecipazione del Comune alle società. La Giunta, invece, collabora con il sindaco nel governo del Comune. Con la deliberazione n. 14 del 12 maggio 2026 il Consiglio comunale di Genova ha dato mandato alla Giunta di sostenere il risanamento di AMT, «anche come delineato nel Piano di risanamento», che è allegato all’atto.

Ente affidante. L’ente pubblico che affida a un’azienda un servizio di trasporto con un contratto di servizio, e lo paga. Il regolamento europeo lo chiama «autorità competente». Per AMT sono la Città Metropolitana di Genova, per i contratti urbano ed extraurbano, e la Regione Liguria, per la ferrovia Genova-Casella.

Fornitori non finanziati. Una delle categorie di debiti del Piano di risanamento di AMT. Il Piano la distingue dai fornitori «finanziati», che prevede di pagare al 100% con fondi dedicati, come quelli del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Verso i «fornitori non finanziati» AMT ha 28 milioni di debiti arretrati, per i quali il Piano prevede «allo stato» uno stralcio del 50%.

Istruttoria. Negli atti pubblici, la fase in cui chi deve decidere raccoglie e controlla i fatti. Nei procedimenti amministrativi la legge la affida al responsabile del procedimento, che «accerta di ufficio i fatti». Il Piano di AMT aspetta «la conclusione dell’istruttoria da parte dell’Ente Affidante» sui 59,4 milioni: finché non arriva, quella cifra non entra nei conti.

Misure cautelari. Provvedimenti provvisori che il Tribunale può concedere, su richiesta, mentre è in corso il procedimento per uno strumento della crisi d’impresa, come l’omologazione di un accordo con i creditori, o nella composizione negoziata con misure protettive. Servono ad assicurare in via provvisoria che la sentenza finale, come quella che omologa l’accordo, possa essere attuata. Sono una cosa diversa dalle misure protettive. Ad AMT il Tribunale di Genova ne ha concesse il 20 ottobre 2026, su una richiesta del 16, e ha fissato un’udienza per il 3 novembre, secondo la visura.

Misure protettive. Misure temporanee che un’impresa in crisi può chiedere perché le iniziative dei creditori non compromettano le trattative: per esempio, i creditori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul suo patrimonio. Quelle che bloccano le azioni dei creditori hanno effetto, di regola, dalla pubblicazione della richiesta nel registro delle imprese; poi il Tribunale le conferma, le modifica o le revoca. In tutto, proroghe comprese e contando anche quelle chieste durante la composizione negoziata, non possono durare più di dodici mesi. Ad AMT il Tribunale di Genova le ha confermate la prima volta il 24 dicembre 2025.

Omologazione. L’approvazione con sentenza, da parte del Tribunale, di un accordo di ristrutturazione dei debiti. L’impresa lo conclude, di regola, con i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti. Si dice anche «omologa». I creditori e ogni altro interessato possono opporsi entro trenta giorni dall’iscrizione della domanda nel registro delle imprese. Se l’impresa chiede di estendere l’accordo anche a creditori che non l’hanno firmato, la legge pone condizioni in più, fra cui una soglia di adesioni nella loro categoria; per loro i trenta giorni partono dalla notifica. Per AMT, nella visura del 20 ottobre 2026 la domanda non risulta iscritta; il 23 ottobre l’azienda e il Comune ne hanno annunciato il deposito a breve.

PEC. Sigla di posta elettronica certificata: la posta elettronica che dà a chi scrive una ricevuta di invio e una di consegna. Per legge, salvo eccezioni, un documento mandato così vale come una notifica per posta. La petizione e le richieste di accesso civico le ho mandate via PEC.

Petizione. Una richiesta scritta rivolta al Consiglio comunale. A Genova la permette l’articolo 21 dello Statuto del Comune. Prima di esaminarla, una commissione ne valuta l’ammissibilità, cioè se può essere presa in esame. La mia petizione su AMT l’ho depositata il 5 settembre 2026.

Piano di risanamento. Il piano con cui una società in crisi indica come correggerne gli effetti ed eliminarne le cause. Per le società a controllo pubblico, quando emergono indicatori di crisi, la legge chiede all’organo amministrativo di adottare «senza indugio» i provvedimenti necessari, «attraverso un idoneo piano di risanamento». Quello di AMT è del 5 maggio 2026 e arriva fino al 2031.

PNRR. Sigla di Piano nazionale di ripresa e resilienza: il piano con cui l’Italia usa i fondi del dispositivo europeo per la ripresa e la resilienza. Per AMT finanzia, fra l’altro, l’acquisto di 138 nuovi filobus e autobus elettrici. Il Piano di risanamento mette i fornitori del PNRR fra quelli «finanziati».

Posta contabile. Una voce scritta nei conti di un’azienda, per esempio un credito. Per il recupero della sotto-compensazione del 2020-2024, il Piano di AMT scrive che non ne è stata iscritta nessuna.

Sindaca metropolitana. Chi rappresenta la Città Metropolitana. Per legge il sindaco metropolitano «è di diritto il sindaco del comune capoluogo»: a Genova è la sindaca di Genova. Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici. Il decreto n. 95 del 21 settembre 2026, sul tavolo tecnico per riorganizzare il trasporto pubblico metropolitano, è suo.

Sotto-compensazione. Si scrive anche «sottocompensazione». Si dice quando quello che l’ente pubblico versa all’azienda per un servizio pubblico resta sotto quanto servirebbe per tenere in equilibrio il contratto. Quello che l’ente versa, il diritto europeo lo chiama «compensazione di servizio pubblico». Il Piano di AMT ha stimato la sotto-compensazione del 2020-2024 confrontando i conti effettivi con le previsioni fatte quando i contratti furono firmati: 84,6 milioni, di cui 59,4 attribuiti all’ente affidante e 18,1 ad AMT.

Stralcio. La cancellazione di una parte di un debito: quella parte non si paga più. Per i 28 milioni di debiti arretrati verso i «fornitori non finanziati», il Piano di AMT prevede «allo stato» uno stralcio del 50% e il pagamento dell’altra metà a gennaio 2027.

Visura camerale. L’estratto del registro delle imprese, il registro pubblico tenuto presso la Camera di commercio. Dice, fra l’altro, chi possiede una società, quanti addetti ha, quali bilanci ha depositato e quali procedimenti della crisi la riguardano. Per AMT, in questo articolo, le visure del 16 settembre e del 20 ottobre 2026.